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27 Giugno 2010 ore 16:10 Brancher: detenuto per tre mesi nel carcere di San Vittore, fu uno dei pochissimi inquisiti di Mani pulite a ricevere solidarietà dal suo datore di lavoro Silvio Berlusconi...
Scarcerato per decorrenza dei termini di custodia cautelare, è stato condannato con giudizio di primo grado e in appello per falso in bilancio e finanziamento illecito ai partiti. In Cassazione il secondo reato va in prescrizione, mentre il primo è stato depenalizzato dal Governo Berlusconi II, del quale faceva parte.
Prima di intraprendere la carriera politica è stato sacerdote paolino e braccio destro di Don Emilio Mammana, il sacerdote che ha aperto il primo ufficio pubblicità di "Famiglia Cristiana", ed ha portato il settimanale dalle parrocchie ad essere uno dei periodici italiani più venduti.
Carriera politica
La carriera politica è iniziata nel 1999 dopo una collaborazione come dirigente del gruppo Fininvest a partire dal 1982. Venne eletto alla Camera nel maggio 2001. Durante la XIV Legislatura, sotto entrambi i governi Berlusconi, è stato sottosegretario di Stato nel Dipartimento per le riforme istituzionali e la devoluzione.
Rieletto alla Camera nell'aprile 2006, è stato vicepresidente del gruppo Forza Italia alla Camera durante la XV Legislatura.
Nel 2008 è stato rieletto nelle liste del Popolo della Libertà. Nel giugno 2010 è nominato Ministro con delega all'Attuazione del Federalismo Amministrativo e Fiscale[1], delega che nei giorni successivi, a causa delle polemiche di gran parte della scena politica, è stata mutata in Sussidiarietà e Decentramento.
Procedimenti giudiziari
Detenuto per tre mesi nel carcere di San Vittore[2], fu uno dei pochissimi inquisiti di Mani pulite a ricevere solidarietà dall'ambiente esterno: lo rivelò il suo datore di lavoro Silvio Berlusconi raccontando che "quando il nostro collaboratore Brancher era a San Vittore, io e Confalonieri giravamo intorno al carcere in automobile: volevamo metterci in comunicazione con lui"[3].
Scarcerato per decorrenza dei termini di custodia cautelare, è stato condannato con giudizio di primo grado e in appello per falso in bilancio e finanziamento illecito ai partiti. In Cassazione il secondo reato va in prescrizione, mentre il primo è stato depenalizzato dal Governo Berlusconi II, del quale faceva parte[2].
Viene indagato a Milano per ricettazione nell'indagine sullo scandalo della Banca Antonveneta e la scalata di Gianpiero Fiorani all'istituto creditizio[2]: la Procura ha rintracciato, presso la Banca Popolare di Lodi, un conto intestato alla moglie di Brancher con un affidamento e una plusvalenza sicura di 300mila euro in due anni[4].
In seguito alla nomina a Ministro (avvenuta il 18 giugno 2010) Aldo Brancher ha eccepito in base alla legge il legittimo impedimento. Questo avviene a 5 giorni dalla nomina a ministro. Il 26 giugno era prevista l'udienza del processo sul tentativo di scalata ad Antonveneta da parte di Bpi in cui il ministro era imputato[5]. Brancher ha motivato la richiesta di sospensione del processo con la necessità di organizzare il nuovo ministero. Ma il Quirinale, con una nota, ha fatto presente che essendo Brancher ministro senza portafoglio, la struttura ministeriale non è prevista
Se il giudice avesse deciso di ritenere sindacabile il legittimo impedimento e se, come aveva preannunciato ieri la difesa di Brancher, la Presidenza del Consiglio avesse proposto il conflitto d'attribuzione davanti alla Corte costituzionale, quest'ultima avrebbe potuto far saltare come incostituzionale la legge già ad ottobre, lasciando per un anno, in attesa del Lodo Alfano costituzionale, il Presidente del Consiglio senza scudo.
Senza il conflitto, col normale ricorso incidentale, ci vorrà invece un anno alla Corte per giudicare.
In altri termini la difesa di Brancher stava costruendo una corsia preferenziale davanti alla Corte a danno di Berlusconi.
La marcia indietro non stupisce né sembra essere dovuta a un ravvedimento operoso, sembra invece funzionale solo alla posizione del Presidente del Consiglio.
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