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La manovra economica del governo

Il testo della manovra nell'allegato documento. Clicca qui per esaminarlo.



La carta delle autonomie locali

Il provvedimento, all'esame della Camera dei Deputati, inicderà profonsdamente sugli assetti organizzativi dei comuni e delle province. clicca qui per leggere l'intero provvedimento.



IL MANIFESTO DELLE PICCOLE IMPRESE PER IL GOVERNO DI CENTRO SINISTRA

Queste note sono il frutto di un confronto all'interno di un gruppo spontaneo di imprenditori ed addetti ai lavori che ruotano intorno al mondo delle piccole imprese e delle professioni.Di questo gruppo faccio parte anch'io, come esperto delel problematiche riguardanti le imprese artigiane e commerciali da oltre 15 anni. Ogni componente del gruppo si riconosce nell'area del centro sinistra Si tratta di un lavoro realizzato con lo scopo di offrire ai partiti e alle liste che sostengono la candidatura di Mercedes Bresso alla presidenza del Piemonte spunti di riflessione per cercare di stabilire un reale contatto con un mondo complesso ed articolato che è rimasto incompreso, anche sottovalutato nella predisposizione delle proposte politiche. Si tratta di un documento che cerca di andare oltre le generiche affermazioni di principio molto diffuse in campagna elettorale cercando di entrare nel merito delle singole proposte e valutandone le compatibilità con le competenze costituzionali attribuite alla regione e con il suo bilancio.(per leggere il manifesto clicca qui)



Andamento congiunturale dell'economia piemontese- Banca d'Italia ======= La nota è stata redatta dalla Sede di Torino della Banca d’Italia - Via Arsenale, 8 - 10121 Torino - tel. 011 55181

Nella prima metà dell’anno la congiuntura economica del Piemonte ha continuato a essere molto negativa, con un forte calo della produzione e del fatturato delle imprese industriali, cui si è associata una contrazione degli investimenti e delle ore lavorate. Dopo molti anni di crescita, l’occupazione complessiva si è ridotta, per effetto soprattutto dell’ulteriore calo del numero di addetti nell’industria; al ricorso alla Cassa integrazione ordinaria, cresciuto a ritmi straordinariamente intensi nel primo semestre, si è associato nei mesi estivi un forte aumento di quella straordinaria. A partire dall’estate sono emersi segnali di recupero della domanda, soprattutto nella componente dei beni intermedi; le previsioni delle imprese industriali per i prossimi mesi prefigurano una stabilizzazione del quadro congiunturale, ma non indicano al momento una chiara inversione di tendenza. Anche l’andamento nelle costruzioni è risultato fortemente negativo, sia nel comparto delle opere pubbliche sia in quello residenziale. Nel primo semestre il credito bancario alle imprese ha ulteriormente decelerato, riflettendo la debolezza della domanda e condizioni di offerta improntate alla cautela; la crescita dei prestiti è divenuta negativa nel comparto manifatturiero. Il ritmo di espansione dei finanziamenti alle imprese con almeno 20 addetti si è ridotto in misura più intensa, allineandosi a quello delle aziende più piccole. Anche la dinamica del credito alle famiglie consumatrici si è ulteriormente indebolita. Al negativo andamento dell’economia si è associato un graduale peggioramento della qualità del credito, più rilevante nel settore delle imprese (per leggere il documento completo clicca qui==)



Una riforma fatta solo a metà Camere di commercio, un retaggio del passato

Leggi il documento in pdf Caffecorretto è una rivista dedicata al mondo delle piccole imprese



A TELESTUDIO OGNI LUNEDì SERA

Ritorna TELESTUDIO Lunedì 16 novembre Marco Cavaletto conduce la prima puntata di "signor sindaco, signor presidente..." sul tema legato ai diritti dei minori Lunedi 16 novembre al puntata è dedicata ai diritti dei minori, nel ventesimo anniversario della Convenzione di New York. Ospiti in studio: Mariangela Cotto (PDL) e Paola Pozzi (PD), consigliere regionali; Luciano Tosco, dirigente servizio minori della Città di Torino; Barbara Tarditi, educatrice in una comunità retta dalla Fondazione Difesa Fanciulli di Torino (VAI ALLA SEZIONE DOCUMENTI PER VEDERE LE SLIDES IN POWERPOINT)



Dibattito sulla crisi della rappresentanza. Torino, 25 novembre, presso API Torino, via Pianezza 123 - ore 17,30

Rete Comunitaria nel suo percorso verso una nuova capacità di fare politica si interroga ed interroga i protagonisti del mondo imprenditoriale sul tema della crisi della rappresentanza.



Nato a Bard il movimento RETE COMUNITARIA

cosa dicono di noi sui gironali



A Bard il 26 settembre per un grande appuntamento




ENRICO MORANDO: per il FUTURO DEL PD:

25 giugno 2009 indice pag. 03 - La nuova alleanza del merito e dei bisogni pag. 05 - Il PD, partito di centrosinistra a vocazione maggioritaria pag. 07 - Partito aperto degli iscritti e degli elettori pag. 10 - Un nuovo internazionalismo democratico pag. 12 - Una scelta chiara tra linee alternative pag. 13 - Il cambiamento che vogliamo pag. 13 - Istituzioni più forti, politica più efficace pag. 15 - La madre di tutte le battaglie riformiste: ampliare e riunificare il mondo del lavoro pag. 18 - Territorio più sicuro, con l'unificazione delle forze di polizia pag. 21 - Un atto di egoismo lungimirante: promuovere buona immigrazione pag. 23 - L'economia verde pag. 26 - Tre principi per cambiare la scuola: autonomia, merito, responsabilità L'imminente Convenzione nazionale è chiamata a scegliere leader e linea politica del PD, dopo la convulsa fase della sua costituzione (ottobre 2007), della sconfitta elettorale e del primo anno di opposizione al Governo di centro-destra. In questo documento, ho provato a riassumere - dal mio punto di vista, ovviamente - i termini essenziali del confronto. Con i primi cinque punti (la nuova alleanza tra merito e bisogni; partito di centrosinistra a vocazione maggioritaria; partito aperto, degli iscritti e degli elettori; un nuovo internazionalismo democratico; una scelta chiara tra linee alternative) ho provato ad illustrare i cardini del posizionamento politico - funzione, natura e linea politica - che ritengo preferibile, per il PD. La seconda parte del documento non ha la pretesa di essere un programma di governo. Sono solo degli esempi, per orientare la discussione congressuale e mostrare all'opera i principi illustrati nella prima parte.



Relazione annuale sullo stato dell'economia piemontese - Banca d'Italia

Dal quarto trimestre dello scorso anno, con l’aggravarsi della crisi, l’economia internazionale ha sperimentato la più profonda recessione degli ultimi decenni. L’economia italiana, colpita in una fase di trasformazione strutturale, è stata l’unica tra i maggiori paesi dell’area dell’euro a registrare una riduzione del PIL già nella media del 2008. L’attività economica ha continuato a contrarsi a ritmi molto elevati nella prima parte del 2009. In Piemonte la brusca caduta del commercio internazionale e degli ordinativi negli ultimi mesi del 2008 ha avuto conseguenze molto significative, in relazione all’elevato grado di apertura internazionale della regione e alla sua specializzazione in beni di investimento e in autoveicoli, comparti che più duramente hanno risentito della crisi. La domanda estera, che nei primi nove mesi dell’anno pur rallentando aveva continuato a crescere anche in termini reali, trainata soprattutto dal comparto autoveicolistico e dalla meccanica, ha subito una forte caduta nel quarto trimestre, che ha interessato tutti i principali comparti di specializzazione della regione. Gli ordini interni hanno risentito del netto ridimensionamento dell’attività di investimento delle imprese e dell’indebolimento dei consumi. La produzione industriale, già in decelerazione nel 2007, è tornata a contrarsi lo scorso anno, con una brusca intensificazione del calo nell’ultimo trimestre; il grado di utilizzo della capacità produttiva è sceso a livelli eccezionalmente bassi nello scorcio dell’anno. Alla riduzione dell’attività si è associato un diffuso peggioramento dei termini di incasso dei crediti commerciali e della liquidità delle imprese. Si è ulteriormente deteriorata nel 2008 la congiuntura nel settore delle costruzioni, anche per l’indebolimento del mercato immobiliare, nel quale l’accentuarsi del calo del numero di transazioni si è accompagnato a un netto rallentamento dei prezzi. Le condizioni nel mercato del lavoro sono peggiorate soprattutto nell’industria, riflettendosi principalmente nella straordinaria intensificazione del ricorso alla Cassa integrazione ordinaria a partire dall’autunno e nel mancato rinnovo dei contratti temporanei in scadenza. Il tasso di disoccupazione è salito in misura significativa nel secondo semestre. I consumi delle famiglie sarebbero tornati a ridursi nel 2008 in termini reali. La contrazione dell’attività si è riflessa sul trasporto stradale di merci, in forte calo nell’ultimo trimestre dell’anno. Al peggioramento dell’economia reale si sono associati un indebolimento della domanda di credito delle imprese, per la contrazione dell’attività corrente e di quella d’investimento di gran parte di esse, e un aumento della cautela da parte delle banche nell’erogazione dei prestiti, anche in relazione ai segnali di moderato deterioramento della qualità del credito. Ne è derivato un rallentamento dei finanziamenti bancari alle imprese in tutti i principali settori di attività economica, più marcato per le piccole aziende e per le banche di maggiori dimensioni. Alla modesta contrazione delle linee di credito complessivamente accordate si sono accompagnati un aumento generalizzato del loro grado di utilizzo, più intenso per le classi di fido di medio e piccolo importo e per le imprese manifatturiere, e una lieve crescita degli sconfinamenti, a indicazione di vincoli di liquidità più stringenti. È proseguito il rallentamento dei prestiti alle famiglie, in atto dalla seconda metà del 2007. I tassi sui nuovi prestiti a medio e a lungo termine sono tornati a calare nell’ultimo trimestre dell’anno scorso, riflettendo l’andamento dei tassi ufficiali di politica monetaria; quelli sul totale dei prestiti a breve termine hanno iniziato a scendere nel primo trimestre del 2009. In base alle stime disponibili al momento, nel 2008 il PIL del Piemonte sarebbe calato a ritmi prossimi a quelli medi nazionali; era cresciuto dell’1,1 per cento nell’anno precedente secondo i dati Istat. Nei primi tre mesi del 2009 la congiuntura è ulteriormente peggiorata: la domanda ha continuato a calare, riflettendosi sull’attività produttiva e sul grado di utilizzo degli impianti. Il credito bancario alle imprese e alle famiglie ha ancora rallentato. Secondo le previsioni delle imprese del campione della Banca d’Italia, nei prossimi sei mesi gli ordini continuerebbero a diminuire, sia pure a ritmi inferiori rispetto ai mesi passati. La redditività delle imprese industriali, che nel biennio 2006-07 aveva registrato un recupero solo parziale rispetto al forte calo dei primi anni duemila, è nuovamente peggiorata nel 2008: in base all’indagine della Banca d’Italia, i margini unitari di profitto hanno subito un diffuso ridimensionamento; la quota di aziende che hanno chiuso lo scorso esercizio in perdita è salita in misura significativa. Un approfondimento condotto sui bilanci sino al 2007 delle imprese manifatturiere evidenzia altri elementi di debolezza delle aziende di fronte alla grave crisi iniziata lo scorso anno. In presenza di una capacità di autofinanziamento scesa su valori modesti nel confronto con il passato, dal 2006 il grado di indebitamento è tornato a crescere, pur rimanendo su livelli inferiori a quelli dell’inizio del decennio. L’urto della crisi potrebbe essere particolarmente significativo per le imprese in condizioni strutturali di fragilità finanziaria, la cui incidenza sul totale del sistema manifatturiero nell’ultimo triennio si colloca su valori storicamente elevati, soprattutto per quelle di piccole dimensioni. Nel periodo 2001-07 è peraltro aumentata l’eterogeneità tra le imprese sotto il profilo economico- finanziario anche all’interno di ciascun settore, a indicazione della diversa capacità di risposta delle singole aziende alle sfide poste dai cambiamenti del contesto competitivo. Nei primi anni duemila la dinamica economica del Piemonte è stata deludente nel confronto con le regioni europee simili per struttura economica e produttiva, nelle quali è probabile che si localizzino i potenziali competitor delle imprese piemontesi. Un approfondimento della Banca d’Italia, basato sui dati Eurostat e incentrato sull’evoluzione della specializzazione tecnologica e della capacità innovativa del Piemonte rispetto a tale gruppo di regioni, evidenzia che tra il 1995 e la metà del decennio in corso la tradizionale specializzazione relativa nei settori manifatturieri a media e alta tecnologia si è relativamente indebolita, che l’intensità dell’attività di ricerca, pur rimanendo superiore alla media di tali regioni, è aumentata in misura modesta e inferiore alle aree di confronto e che la dotazione di capitale umano rimane relativamente bassa. Tra il 1995 e il 2007 la ricchezza reale pro capite delle famiglie piemontesi è cresciuta in misura inferiore alla media nazionale: tale andamento è stato determinato dalla dinamica meno vivace del valore di mercato delle abitazioni, che rappresentano la componente più importante di tale ricchezza. Nella graduatoria per prezzo al metro quadro il Piemonte occupava nel 2008 l’undicesimo posto tra le regioni italiane, con un valore inferiore del 15 per cento circa rispetto alla media del paese. Nel corso degli anni novanta il processo di deregolamentazione e l’innovazione tecnologica hanno innescato una profonda trasformazione del settore finanziario, con effetti significativi anche nelle relazioni di finanziamento fra banca e impresa. Un approfondimento condotto dalla Banca d'Italia sui dati di bilancio delle imprese e su quelli della Centrale dei rischi evidenzia che, in linea con la media nazionale, in Piemonte è diminuito notevolmente nel periodo 1997-2007 il peso dei debiti delle imprese contratti con le banche di grandi dimensioni; per contro, è aumentata l’incidenza di quelli verso le banche più piccole, soprattutto per le imprese di minori dimensioni, accrescendo la simmetria dimensionale tra intermediario e cliente. Nel medesimo periodo sono emersi segnali di razionalizzazione delle relazioni di clientela fra il sistema bancario e quello produttivo, con un aumento dell’incidenza dei prestiti bancari erogati da un unico intermediario, una riduzione del numero medio di banche affidanti e, nei casi di affidamenti multipli, di quello delle relazioni in essere. Al ridimensionamento del fenomeno degli affidamenti multipli si è accompagnato un maggiore coinvolgimento della prima banca. Nel triennio 2005-07 l’azione di bilancio dei Comuni del Piemonte ha continuato a risentire dei vincoli imposti dalla politica di bilancio nazionale, anche attraverso il Patto di stabilità interno. L’impatto maggiore di tali vincoli sull’evoluzione delle spese e delle entrate comunali si è avuto sulla spesa in conto capitale, che è significativamente calata, anche per il venir meno dell’impulso fornito dai Giochi Olimpici di Torino 2006. Dal lato delle entrate, ai più ampi margini di manovra derivanti dal venir meno della sospensione della facoltà di disporre incrementi dell’aliquota dell’addizionale all’Irpef nel 2007, si è contrapposta un’ulteriore contrazione dei trasferimenti erariali. L’esclusione dall’ICI delle unità immobiliari adibite ad abitazione principale e di quelle a esse assimilate disposta nel 2008 ha comportato una perdita di gettito che sinora è stata compensata solo in parte da trasferimenti erariali (vai al documento completo in pdf cliccando qui).



Finalmente la sentenza contro Brigandì

Vai al testo in pdf cliccando qui



Diplomazia economica

Sul numero di diplomazia economica della Farnesina vi sono interessanti articoli riguardanti: 1 - Giordania: piano energetico, turismo e sviluppo immobiliare, offerta universitaria, il progetto di collegamento idrico tra mar morto e mar rosso, trasporti su rotaia, rete ospedaliera 2 - banche libanesi sicure 3 - alta velocità san paolo - rio de janeiro 4 - kabul cerca partner per petrolio



Il governatore della banca d'italia: Le ripercussioni della crisi in Italia

In Italia la crisi mondiale determinerà, secondo le previsioni più aggiornate, una caduta del PIL di circa il 5 per cento quest’anno, dopo la diminuzione di un punto nel 2008. Il crollo della domanda estera ha provocato una forte contrazione della produzione industriale e degli investimenti. La reazione delle imprese, in particolare di quelle più esposte al ciclo internazionale, è stata immediata: chiusura BANCA D’ITALIA Considerazioni finali 2008 provvisoria di interi stabilimenti o linee produttive; riduzione, temporanea o permanente, della manodopera; rinvio degli acquisti, sia di semilavorati sia di beni capitali; dilazioni insolitamente lunghe dei pagamenti ai fornitori. Nei sei mesi da ottobre 2008 a marzo 2009 il PIL è caduto in ragione d’anno di oltre 7 punti percentuali rispetto al semestre precedente. I recenti segnali di un affievolimento della fase più acuta della recessione provengono dai mercati finanziari e dai sondaggi d’opinione, più che dalle statistiche finora disponibili sull’economia reale. Il ritorno a una crescita duratura richiede che l’economia internazionale si riprenda stabilmente, che la debolezza del mercato del lavoro non si ripercuota ancora più duramente sui consumi interni, che si rafforzi la struttura del nostro sistema produttivo.



Intervento straordinario per il recupero della “LIQUIDITA’ AZIENDALE”

Finalità La legge ha lo scopo di co-finanziare le imprese in situazione di temporanea crisi di liquidità dovuta alla situazione del settore e mercato di riferimento, nell’ottica di preservare l’occupazione ed il proprio volume d’affari. Beneficiari Piccole, medie e grandi imprese industriali, artigiane, commerciali e turistiche, nonché professionisti, con sede operativa in Piemonte, aventi qualsiasi tipologia di attività Intervento ammissibile Per la PMI: 1. finanziamento di consolidamento del debito a breve nel medio termine fino al 100% dell’esposizione in essere con il sistema bancario a breve, alla data di chiusura dell’ultimo bilancio depositato, fino ad un max. di € 1.000.000; la finalità è il recupero della liquidità aziendale, mediante il coinvolgimento di istituti di credito convenzionati con la Regione Piemonte. 2. finanziamento a medio termine, da un min. di € 50.000 ad un max di € 2.000.000, degli investimenti sostenuti dall’impresa nei 24 mesi precedenti la presentazione della domanda, finanziati con liquidità aziendale la quale ha assorbito risorse finanziarie che si vogliono ricreare.Contributo in conto interesse pari all’80% della quota interessi, nel rispetto delle soglie imposte dalla CEE. Contestualmente la società dovrà presentare un piano di ricapitalizazione (anche tramite incremento del patrimonio netto) d’importo pari al 20% del finanziamento medesimo, da attuare nel periodo di ammortamento del finanziamento. Per facilitare l’accesso al credito il finanziamento potrà essere sostenuto: Ø o da garanzia totale rilasciata da un fondo pubblico della Regione Piemonte, interamente non onerosa per le imprese; Ø o da contributo regionale sul costo della garanzia, erogata da un CONFIDI a vantaggio dell’istituto bancario, con un max. del 2,5 % del capitale finanziato. Per la GI: 1. finanziamento di consolidamento del debito a breve nel medio termine fino al 100% dell’esposizione in essere alla data di chiusura dell’ultimo bilancio depositato, fino ad un max. di € 2.000.000; la finalità è il recupero della liquidità aziendale, mediante il coinvolgimento di istituti di credito convenzionati con la Regione Piemonte. Il finanziamento non viene assistito da garanzia regionale. 2. finanziamento a medio termine, da un min. di € 100.000 ad un max di € 4.000.000, degli investimenti sostenuti dall’impresa nei 24 mesi precedenti la presentazione della domanda, finanziati con liquidità aziendale la quale ha assorbito risorse finanziarie che si vogliono ricreare.Contributo in conto interesse pari all’70% della quota interessi, nel rispetto delle soglie imposte dalla CEE. Contestualmente la società dovrà presentare un piano di ricapitalizazione (anche tramite incremento del patrimonio netto) d’importo pari al 30% del finanziamento medesimo, da attuare nel periodo di ammortamento del finanziamento Importo e durata del finanziamento Per le PMI e GI: finanziamento agevolato di durata 72-84 mesi, eventualmente comprensivo di 12-18 mesi di pre-ammortamento; tasso d’interesse convenzionato pari all’indice IRS a 72-84 mesi, aumentato di uno spread max. dell’1,5%.Il finanziamento dovrà essere erogato all’impresa in un’unica soluzione in forma anticipata; il vincolo di capitalizzazione dell’impresa dovrà essere presentato alla banca, e quindi alla Regione, prima e per l’ottenimento dell’erogazione del finanziamento e del contributo.



Una legge per aiutare le imprese a rilocalizzarsi in sicurezza

dopo aver visto nei giorni scorsi la fragilità delle infrastrutture a protezione delle aree urbane e induastriali da eventi atmosferici sempre più violenti, occorre che l'amministrazione pubblica corra ai ripari per evitare di continuare a risarcire le imprese per i danni che subiscono per le alluvioni. La Regione potrebbe con legge mettere a disposizione risorse ed incentivi per le imprese manifatturiere (diverso è il caso per le imprese del commercio e dei servizi che forse non possono salvo casi eccezionali lasciare i luoghi ove svolgono lal loro attività, ancorché si tratti di luoghi "rischiosi") . Nei documenti successivi contenenti i dati del censimento si potrà avere una rappresentazione piuttosto evidente della dimensione del fenomeno. Qui abbiamo provato a scrivere una proposta di disegno di legge. Se qualche consigliere regionale volesse farla propria.... (clicca sul testo per leggere il ddl...)



Dati del censimento 2 -

Con questo censimento effettuato nel 2005 abbiamo fotografato una situazione ancora molto preoccupante per la presenza di numerosissime imprese ubicate in ambiti territoriali soggetti ad alluvione. Occorre sempre di più provvedere a invogliare le imprese, soprattutto quelle manifatturiere, a rilocalizzarsi in territori più sicuri, al fine di evitare danni alle attività imprenditoriali e risarcimenti a carico delle casse pubbliche...



Dati del censimento 1-

Con questo censimento effettuato nel 2005 abbiamo fotografato una situazione ancora molto preoccupante per la presenza di numerosissime imprese ubicate in ambiti territoriali soggetti ad alluvione. Occorre sempre di più provvedere a invogliare le imprese, soprattutto quelle manifatturiere, a rilocalizzarsi in territori più sicuri, al fine di evitare danni alle attività imprenditoriali e risarcimenti a carico delle casse pubbliche...



Ecco la legge a favore dei settori industriali in crisi

È convertito in legge il decreto-legge 10 febbraio 2009, n. 5, recante misure urgenti a sostegno dei settori industriali in crisi. Ritenuta la straordinaria necessità ed urgenza di fronteggiare l'eccezionale situazione di crisi internazionale del settore industriale e in particolare del comparto automobilistico, anche in relazione all'importanza di questi settori nel sistema produttivo nazionale ed ai riflessi di carattere occupazionale sulle famiglie e sulle imprese; Ritenuta la necessità di collocare in un quadro unitario le disposizioni finalizzate alla promozione dello sviluppo economico e alla competitività del Paese, anche mediante l'introduzione di misure di carattere fiscale e finanziario in grado di sostenere il rilancio produttivo e il raggiungimento degli obiettivi di risparmio energetico e di salvaguardia ambientale; Considerate, altresì, le particolari ragioni di urgenza, connesse con la contingente situazione economico-finanziaria delle imprese e del loro indotto e con la necessità di sostenere la domanda di beni durevoli, di favorirne il ricambio con finalità di carattere ambientale e di assicurare obiettivi di rilancio occupazionale; Rilevata, infine, l'esigenza di potenziare le misure fiscali e finanziarie occorrenti per garantire il rispetto degli obiettivi fissati dal Protocollo di Kyoto e dalle linee guida per le politiche nazionali di riduzione delle emissioni di gas-serra....



Il pane di qualità: la necessità di una riqualificazione del forno artigiano

L’evoluzione della società con le conseguenti trasformazioni tecnologiche hanno influito profondamente in questi anni sul mercato della panificazione, regolamentato fino al 2006 dalla legge n. 1002 del 1956. Solo l’attività di panificazione aveva mantenuto un sistema di autorizzazione amministrativa per l’esercizio del mestiere che si era trasformata di fatto in una barriera all’ingresso ed un limite alla crescita e sviluppo per i piccoli panificatori che operano a livello locale. Grandi innovazioni sono state introdotte con il Decreto legge n.223/2006, convertito in legge 248/2006 che, all’art.4, reca disposizioni per la liberalizzazione dell’attività di produzione di pane e fornisce indirizzi per favorire la promozione di un assetto maggiormente concorrenziale nel settore della panificazione ed assicurare anche una più ampia accessibilità dei consumatori ai relativi prodotti. Molte sono le novità introdotte da questa normativa; essa prevede che l’apertura di un nuovo panificio, il suo trasferimento o la trasformazione di panifici esistenti, non siano più soggetti ad autorizzazione da rilasciarsi ad opera delle Camere di Commercio, bensì a dichiarazione di inizio attività (DIA) da presentare al Comune competente per territorio ai sensi della legge 7/8/1990, n. 241, con conseguente comunicazione di effettivo inizio dell’attività decorsi i 30 giorni dalla sua presentazione. Tuttavia rimane ancora non ben definito l’insieme delle diverse tipologie delle imprese della panificazione, con le differenti modalità di produzione e di vendita del pane. Oggi sono molte le tecniche che possono venire impiegate per produrre pane, per cui accanto al pane prodotto nel modo più tradizionale, a partire da un impasto di acqua, farina, sale e lievito con l’aggiunta eventuale di altri ingredienti (es. olio d’oliva) per finire con la cottura completa e finale del pane pronto al consumo, sul mercato è possibile acquistare quotidianamente, sia pane ottenuto per completamento di cottura, effettuata direttamente nel punto vendita, sia pane ottenuto per cottura di impasti congelati o surgelati che poi sono scongelati e cotti nel punto vendita. In questa situazione il consumatore, al momento dell’acquisto, difficilmente riesce a cogliere, senza un’accurata informazione, le diverse tipologie e l’origine del pane che compera e di cui richiede sostanzialmente la genuinità, la bontà. La Regione Piemonte, ha voluto recepire queste esigenze, assumendosi l’impegno, attraverso la predisposizione di un disegno di legge, più volte sollecitato dall’Associazione Panificatori, di creare un nuovo e più attuale quadro legislativo, che contiene le parti qualificanti della legge statale, che consente alle imprese di panificazione di valorizzare le peculiarità qualitative delle loro attività e dei loro prodotti, con una maggior chiarezza sulle modalità di produzione e di vendita del pane e di rispondere alle aspettative dei consumatori, eliminando la asimmetria informativa tra chi vende e chi compera. E’ proprio con il coinvolgimento delle associazioni di categoria dei panificatori, delle associazioni artigiane di categoria, delle associazioni dei consumatori maggiormente rappresentative sul territorio regionale, che vengono definite le caratteristiche del ciclo di produzione del panificio, con un regolamento da approvarsi a parte della Giunta. Con lo stesso regolamento vengono stabiliti i metodi e le tecnologie di cui il panificio, per la propria produzione, si avvale, evidenziando i processi tradizionali o le tecnologie alternative e/o innovative che garantiscono al consumatore un prodotto di qualità. La Regione, con questo DDL, intende sostenere pertanto gli interventi finalizzati alla qualificazione e alla valorizzazione della produzione del pane, allo sviluppo, alla modernizzazione ed alla tutela della professionalità degli operatori del settore nei diversi ambiti territoriali. Con questo strumento legislativo la Regione intende inoltre contribuire a sostenere le produzioni tipiche di molte realtà locali (come la montagna) che, puntando sulla genuinità del prodotto eno - gastronomico, desiderano fornire un apporto allo sviluppo e al consolidamento delle economie locali attirando un turismo di qualità; ed è proprio in queste località che si ritrovano più frequentemente i panifici che utilizzano le metodologie tradizionali per confezionare il miglior pane. Le finalità che si vogliono perseguire, nell’ambito della promozione e della tutela della qualità del patrimonio alimentare, con la valorizzazione delle realtà territoriali locali, puntano sulla qualificazione, anche tramite l’innovazione, delle le produzioni, a partire dalle materie prime utilizzate per arrivare ai processi messi in atto allo scopo di raggiungere l’eccellenza dei prodotti. Per conseguire questo obiettivo diviene indispensabile la salvaguardia dei requisiti di professionalità degli operatori e di origine delle produzioni. Informazione e formazione sono due finalità indispensabili per lo sviluppo del settore della panificazione: l’informazione rivolta ai consumatori deve essere chiara corretta con opportune forme di pubblicizzazione dei metodi e delle tecnologie utilizzate. La sicurezza dei consumatori viene inoltre garantita, attraverso un sistema di formazione che consenta il raggiungimento, da parte degli operatori, di standard qualitativi adeguati ed un apporto formativo rivolto in particolare ai giovani. L’impegno della Regione è indirizzato poi nel sostenere lo sviluppo competitivo delle imprese della filiera, nel favorire l’associazionismo economico, anche attraverso la cooperazione tra imprese del comparto, nel salvaguardare e valorizzare le imprese di settore nei territori montani. Tra gli strumenti messi in campo dalla Regione per riconoscere l’importanza che un prodotto di qualità riveste per il consumatore, nonché per il rilancio dell’economia di settore, assume rilievo l’istituzione di un apposito marchio di qualità del pane. Gli indirizzi generali per stabilire i criteri di riconoscimento regionale di panificazione di qualità ed il conferimento del marchio, sono sempre stabiliti con regolamento. Infine un altro impegno che la Regione si assume con questo disegno di legge è indirizzato a quelle persone con intolleranze alimentari. Nell’ambito delle azioni di riconoscimento e sostegno degli esercizi e delle imprese alimentari che esplicano una funzione sociale in favore dei cittadini affetti da patologie alimentari, come già previsto con la legge n. 38/2006 che disciplina l’esercizio delle attività di somministrazione di alimenti e bevande, la Regione anche con questo disegno di legge, interviene con provvidenze alle aziende del settore panificazione che realizzano ambienti di lavoro idonei, attrezzature dedicate e processi produttivi finalizzati a fronteggiare intolleranze alimentari, come, a titolo meramente esemplificativo, la celiachia. (per vedere il ddl proposto clicca qui)!.


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