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Pericolo alluvioni in Piemonte. L'apparato produttivo di nuovo in allarme. E la Regione che fa?




Confusione di ruoli tra maggioranza e opposizione? Uno studio ci svela il comportamento talvolta anomalo (per non dire connivente) dell'opposizione in Parlamento! Interessi personali si mescolano ad interessi di bottega. non dovremmo mandarli tutti a casa

Le cronache parlamentari riportano, spesso con un certo clamore, gli episodi, non proprio rarissimi, in cui la maggioranza governativa viene battuta in una votazione in Parlamento. E’ successo 100 volte dall’inizio della legislatura, su provvedimenti più o meno importanti. Di volta in volta i commentatori tendono ad interpretare questi fatti come sintomo di conflitti interni alla maggioranza, o come precisi segnali politici rivolti al Governo da parte di settori determinati. Può darsi. Mentre non si parla mai, tranne che in casi eccezionali, delle volte in cui la maggioranza, al contrario, “avrebbe potuto essere battuta” e non lo è stata per le troppe defezioni tra gli oppositori. E questa parte della vicenda, sebbene ignota, ha una portata di gran lunga maggiore. La maggioranza parlamentare è tale perché ha i numeri per superare sempre l’opposizione, sia alla Camera che al Senato. Questo vale in particolare per il Parlamento di questa XVI legislatura, in cui, almeno sino alla metà del 2010, la maggioranza ha goduto di amplissimi margini, soprattutto alla Camera.



Come parlare di commercio al tempo di COTA

Si tratta di un vero e proprio esercizio inutile poiché, come tutti sanno, il Commercio è stato un argomento su cui il presidente si è speso molto in campagna elettorale, ma ora si incomincia a vederne il risultato. Nessun risultato evidente, ma nemmeno nascosto. Totale assenza di politiche sia per i commercianti, sia per i consumatori. Nel silenzio pressoché totale delle associazioni di categoria.



Il bilancio comunale: sintesi della lezione tenuta a Trofarello

Allego il file in formato PPT relativo alla lezione tenuta la sera del 15 dicembre 2010 sui temi del bilancio comunale. Per qualunque informazione è possibile fare riferimento a marcocavaletto@yahoo.it



Brigandì ancora una volta condannato in Appello!

Il "fustigatore fustigato", così lo definisce Repubblica sul pezzo dell'8 dicembre scorso, esce un po' male dalla vicenda giudiziaria che lo vedeva contrapposto alla figlia: con una condanna a due mesi con la condizionale (e a 12mila euro di pena pecuniaria), Brigandì corre grossi rischi di decadenza dal Consiglio Superiore della Magistratura.



Dai giornali la sentenza di condanna a Brigandì 1

Ecco cosa dicono i giornali torinesi il giorno dopo la sentenza d'appello di condanna all'avvvocato Brigandì.



Dai giornali la sentenza di condanna a Brigandì 2

Ecco cosa dicono i giornali torinesi il giorno dopo la sentenza d'appello di condanna all'avvocato Brigandì.



A proposito di commercio...

A margine dell’attività svolta a Villa Gualino nel corso della giornata di sabato scorso, ho rimesso mano ad un documento che avevo realizzato la scorsa settimana sui temi del commercio. Ho preso anche spunto da qualche riflessione emersa nel corso dell'incontro ma sarò in grado di perfezionare le mie proposte in tema di commercio dopo aver contribuito a sistematizzare gli interventi riguardanti l’argomento. Quindi, per il momento, questo lavoro è da considerarsi ancora una bozza.



La manovra economica del governo

Il testo della manovra nell'allegato documento. Clicca qui per esaminarlo.



La carta delle autonomie locali

Il provvedimento, all'esame della Camera dei Deputati, inicderà profonsdamente sugli assetti organizzativi dei comuni e delle province. clicca qui per leggere l'intero provvedimento.



IL MANIFESTO DELLE PICCOLE IMPRESE PER IL GOVERNO DI CENTRO SINISTRA

Queste note sono il frutto di un confronto all'interno di un gruppo spontaneo di imprenditori ed addetti ai lavori che ruotano intorno al mondo delle piccole imprese e delle professioni.Di questo gruppo faccio parte anch'io, come esperto delel problematiche riguardanti le imprese artigiane e commerciali da oltre 15 anni. Ogni componente del gruppo si riconosce nell'area del centro sinistra Si tratta di un lavoro realizzato con lo scopo di offrire ai partiti e alle liste che sostengono la candidatura di Mercedes Bresso alla presidenza del Piemonte spunti di riflessione per cercare di stabilire un reale contatto con un mondo complesso ed articolato che è rimasto incompreso, anche sottovalutato nella predisposizione delle proposte politiche. Si tratta di un documento che cerca di andare oltre le generiche affermazioni di principio molto diffuse in campagna elettorale cercando di entrare nel merito delle singole proposte e valutandone le compatibilità con le competenze costituzionali attribuite alla regione e con il suo bilancio.(per leggere il manifesto clicca qui)



Andamento congiunturale dell'economia piemontese- Banca d'Italia ======= La nota è stata redatta dalla Sede di Torino della Banca d’Italia - Via Arsenale, 8 - 10121 Torino - tel. 011 55181

Nella prima metà dell’anno la congiuntura economica del Piemonte ha continuato a essere molto negativa, con un forte calo della produzione e del fatturato delle imprese industriali, cui si è associata una contrazione degli investimenti e delle ore lavorate. Dopo molti anni di crescita, l’occupazione complessiva si è ridotta, per effetto soprattutto dell’ulteriore calo del numero di addetti nell’industria; al ricorso alla Cassa integrazione ordinaria, cresciuto a ritmi straordinariamente intensi nel primo semestre, si è associato nei mesi estivi un forte aumento di quella straordinaria. A partire dall’estate sono emersi segnali di recupero della domanda, soprattutto nella componente dei beni intermedi; le previsioni delle imprese industriali per i prossimi mesi prefigurano una stabilizzazione del quadro congiunturale, ma non indicano al momento una chiara inversione di tendenza. Anche l’andamento nelle costruzioni è risultato fortemente negativo, sia nel comparto delle opere pubbliche sia in quello residenziale. Nel primo semestre il credito bancario alle imprese ha ulteriormente decelerato, riflettendo la debolezza della domanda e condizioni di offerta improntate alla cautela; la crescita dei prestiti è divenuta negativa nel comparto manifatturiero. Il ritmo di espansione dei finanziamenti alle imprese con almeno 20 addetti si è ridotto in misura più intensa, allineandosi a quello delle aziende più piccole. Anche la dinamica del credito alle famiglie consumatrici si è ulteriormente indebolita. Al negativo andamento dell’economia si è associato un graduale peggioramento della qualità del credito, più rilevante nel settore delle imprese (per leggere il documento completo clicca qui==)



Una riforma fatta solo a metà Camere di commercio, un retaggio del passato

Leggi il documento in pdf Caffecorretto è una rivista dedicata al mondo delle piccole imprese



A TELESTUDIO OGNI LUNEDì SERA

Ritorna TELESTUDIO Lunedì 16 novembre Marco Cavaletto conduce la prima puntata di "signor sindaco, signor presidente..." sul tema legato ai diritti dei minori Lunedi 16 novembre al puntata è dedicata ai diritti dei minori, nel ventesimo anniversario della Convenzione di New York. Ospiti in studio: Mariangela Cotto (PDL) e Paola Pozzi (PD), consigliere regionali; Luciano Tosco, dirigente servizio minori della Città di Torino; Barbara Tarditi, educatrice in una comunità retta dalla Fondazione Difesa Fanciulli di Torino (VAI ALLA SEZIONE DOCUMENTI PER VEDERE LE SLIDES IN POWERPOINT)



Dibattito sulla crisi della rappresentanza. Torino, 25 novembre, presso API Torino, via Pianezza 123 - ore 17,30

Rete Comunitaria nel suo percorso verso una nuova capacità di fare politica si interroga ed interroga i protagonisti del mondo imprenditoriale sul tema della crisi della rappresentanza.



Nato a Bard il movimento RETE COMUNITARIA

cosa dicono di noi sui gironali



A Bard il 26 settembre per un grande appuntamento




ENRICO MORANDO: per il FUTURO DEL PD:

25 giugno 2009 indice pag. 03 - La nuova alleanza del merito e dei bisogni pag. 05 - Il PD, partito di centrosinistra a vocazione maggioritaria pag. 07 - Partito aperto degli iscritti e degli elettori pag. 10 - Un nuovo internazionalismo democratico pag. 12 - Una scelta chiara tra linee alternative pag. 13 - Il cambiamento che vogliamo pag. 13 - Istituzioni più forti, politica più efficace pag. 15 - La madre di tutte le battaglie riformiste: ampliare e riunificare il mondo del lavoro pag. 18 - Territorio più sicuro, con l'unificazione delle forze di polizia pag. 21 - Un atto di egoismo lungimirante: promuovere buona immigrazione pag. 23 - L'economia verde pag. 26 - Tre principi per cambiare la scuola: autonomia, merito, responsabilità L'imminente Convenzione nazionale è chiamata a scegliere leader e linea politica del PD, dopo la convulsa fase della sua costituzione (ottobre 2007), della sconfitta elettorale e del primo anno di opposizione al Governo di centro-destra. In questo documento, ho provato a riassumere - dal mio punto di vista, ovviamente - i termini essenziali del confronto. Con i primi cinque punti (la nuova alleanza tra merito e bisogni; partito di centrosinistra a vocazione maggioritaria; partito aperto, degli iscritti e degli elettori; un nuovo internazionalismo democratico; una scelta chiara tra linee alternative) ho provato ad illustrare i cardini del posizionamento politico - funzione, natura e linea politica - che ritengo preferibile, per il PD. La seconda parte del documento non ha la pretesa di essere un programma di governo. Sono solo degli esempi, per orientare la discussione congressuale e mostrare all'opera i principi illustrati nella prima parte.



Relazione annuale sullo stato dell'economia piemontese - Banca d'Italia

Dal quarto trimestre dello scorso anno, con l’aggravarsi della crisi, l’economia internazionale ha sperimentato la più profonda recessione degli ultimi decenni. L’economia italiana, colpita in una fase di trasformazione strutturale, è stata l’unica tra i maggiori paesi dell’area dell’euro a registrare una riduzione del PIL già nella media del 2008. L’attività economica ha continuato a contrarsi a ritmi molto elevati nella prima parte del 2009. In Piemonte la brusca caduta del commercio internazionale e degli ordinativi negli ultimi mesi del 2008 ha avuto conseguenze molto significative, in relazione all’elevato grado di apertura internazionale della regione e alla sua specializzazione in beni di investimento e in autoveicoli, comparti che più duramente hanno risentito della crisi. La domanda estera, che nei primi nove mesi dell’anno pur rallentando aveva continuato a crescere anche in termini reali, trainata soprattutto dal comparto autoveicolistico e dalla meccanica, ha subito una forte caduta nel quarto trimestre, che ha interessato tutti i principali comparti di specializzazione della regione. Gli ordini interni hanno risentito del netto ridimensionamento dell’attività di investimento delle imprese e dell’indebolimento dei consumi. La produzione industriale, già in decelerazione nel 2007, è tornata a contrarsi lo scorso anno, con una brusca intensificazione del calo nell’ultimo trimestre; il grado di utilizzo della capacità produttiva è sceso a livelli eccezionalmente bassi nello scorcio dell’anno. Alla riduzione dell’attività si è associato un diffuso peggioramento dei termini di incasso dei crediti commerciali e della liquidità delle imprese. Si è ulteriormente deteriorata nel 2008 la congiuntura nel settore delle costruzioni, anche per l’indebolimento del mercato immobiliare, nel quale l’accentuarsi del calo del numero di transazioni si è accompagnato a un netto rallentamento dei prezzi. Le condizioni nel mercato del lavoro sono peggiorate soprattutto nell’industria, riflettendosi principalmente nella straordinaria intensificazione del ricorso alla Cassa integrazione ordinaria a partire dall’autunno e nel mancato rinnovo dei contratti temporanei in scadenza. Il tasso di disoccupazione è salito in misura significativa nel secondo semestre. I consumi delle famiglie sarebbero tornati a ridursi nel 2008 in termini reali. La contrazione dell’attività si è riflessa sul trasporto stradale di merci, in forte calo nell’ultimo trimestre dell’anno. Al peggioramento dell’economia reale si sono associati un indebolimento della domanda di credito delle imprese, per la contrazione dell’attività corrente e di quella d’investimento di gran parte di esse, e un aumento della cautela da parte delle banche nell’erogazione dei prestiti, anche in relazione ai segnali di moderato deterioramento della qualità del credito. Ne è derivato un rallentamento dei finanziamenti bancari alle imprese in tutti i principali settori di attività economica, più marcato per le piccole aziende e per le banche di maggiori dimensioni. Alla modesta contrazione delle linee di credito complessivamente accordate si sono accompagnati un aumento generalizzato del loro grado di utilizzo, più intenso per le classi di fido di medio e piccolo importo e per le imprese manifatturiere, e una lieve crescita degli sconfinamenti, a indicazione di vincoli di liquidità più stringenti. È proseguito il rallentamento dei prestiti alle famiglie, in atto dalla seconda metà del 2007. I tassi sui nuovi prestiti a medio e a lungo termine sono tornati a calare nell’ultimo trimestre dell’anno scorso, riflettendo l’andamento dei tassi ufficiali di politica monetaria; quelli sul totale dei prestiti a breve termine hanno iniziato a scendere nel primo trimestre del 2009. In base alle stime disponibili al momento, nel 2008 il PIL del Piemonte sarebbe calato a ritmi prossimi a quelli medi nazionali; era cresciuto dell’1,1 per cento nell’anno precedente secondo i dati Istat. Nei primi tre mesi del 2009 la congiuntura è ulteriormente peggiorata: la domanda ha continuato a calare, riflettendosi sull’attività produttiva e sul grado di utilizzo degli impianti. Il credito bancario alle imprese e alle famiglie ha ancora rallentato. Secondo le previsioni delle imprese del campione della Banca d’Italia, nei prossimi sei mesi gli ordini continuerebbero a diminuire, sia pure a ritmi inferiori rispetto ai mesi passati. La redditività delle imprese industriali, che nel biennio 2006-07 aveva registrato un recupero solo parziale rispetto al forte calo dei primi anni duemila, è nuovamente peggiorata nel 2008: in base all’indagine della Banca d’Italia, i margini unitari di profitto hanno subito un diffuso ridimensionamento; la quota di aziende che hanno chiuso lo scorso esercizio in perdita è salita in misura significativa. Un approfondimento condotto sui bilanci sino al 2007 delle imprese manifatturiere evidenzia altri elementi di debolezza delle aziende di fronte alla grave crisi iniziata lo scorso anno. In presenza di una capacità di autofinanziamento scesa su valori modesti nel confronto con il passato, dal 2006 il grado di indebitamento è tornato a crescere, pur rimanendo su livelli inferiori a quelli dell’inizio del decennio. L’urto della crisi potrebbe essere particolarmente significativo per le imprese in condizioni strutturali di fragilità finanziaria, la cui incidenza sul totale del sistema manifatturiero nell’ultimo triennio si colloca su valori storicamente elevati, soprattutto per quelle di piccole dimensioni. Nel periodo 2001-07 è peraltro aumentata l’eterogeneità tra le imprese sotto il profilo economico- finanziario anche all’interno di ciascun settore, a indicazione della diversa capacità di risposta delle singole aziende alle sfide poste dai cambiamenti del contesto competitivo. Nei primi anni duemila la dinamica economica del Piemonte è stata deludente nel confronto con le regioni europee simili per struttura economica e produttiva, nelle quali è probabile che si localizzino i potenziali competitor delle imprese piemontesi. Un approfondimento della Banca d’Italia, basato sui dati Eurostat e incentrato sull’evoluzione della specializzazione tecnologica e della capacità innovativa del Piemonte rispetto a tale gruppo di regioni, evidenzia che tra il 1995 e la metà del decennio in corso la tradizionale specializzazione relativa nei settori manifatturieri a media e alta tecnologia si è relativamente indebolita, che l’intensità dell’attività di ricerca, pur rimanendo superiore alla media di tali regioni, è aumentata in misura modesta e inferiore alle aree di confronto e che la dotazione di capitale umano rimane relativamente bassa. Tra il 1995 e il 2007 la ricchezza reale pro capite delle famiglie piemontesi è cresciuta in misura inferiore alla media nazionale: tale andamento è stato determinato dalla dinamica meno vivace del valore di mercato delle abitazioni, che rappresentano la componente più importante di tale ricchezza. Nella graduatoria per prezzo al metro quadro il Piemonte occupava nel 2008 l’undicesimo posto tra le regioni italiane, con un valore inferiore del 15 per cento circa rispetto alla media del paese. Nel corso degli anni novanta il processo di deregolamentazione e l’innovazione tecnologica hanno innescato una profonda trasformazione del settore finanziario, con effetti significativi anche nelle relazioni di finanziamento fra banca e impresa. Un approfondimento condotto dalla Banca d'Italia sui dati di bilancio delle imprese e su quelli della Centrale dei rischi evidenzia che, in linea con la media nazionale, in Piemonte è diminuito notevolmente nel periodo 1997-2007 il peso dei debiti delle imprese contratti con le banche di grandi dimensioni; per contro, è aumentata l’incidenza di quelli verso le banche più piccole, soprattutto per le imprese di minori dimensioni, accrescendo la simmetria dimensionale tra intermediario e cliente. Nel medesimo periodo sono emersi segnali di razionalizzazione delle relazioni di clientela fra il sistema bancario e quello produttivo, con un aumento dell’incidenza dei prestiti bancari erogati da un unico intermediario, una riduzione del numero medio di banche affidanti e, nei casi di affidamenti multipli, di quello delle relazioni in essere. Al ridimensionamento del fenomeno degli affidamenti multipli si è accompagnato un maggiore coinvolgimento della prima banca. Nel triennio 2005-07 l’azione di bilancio dei Comuni del Piemonte ha continuato a risentire dei vincoli imposti dalla politica di bilancio nazionale, anche attraverso il Patto di stabilità interno. L’impatto maggiore di tali vincoli sull’evoluzione delle spese e delle entrate comunali si è avuto sulla spesa in conto capitale, che è significativamente calata, anche per il venir meno dell’impulso fornito dai Giochi Olimpici di Torino 2006. Dal lato delle entrate, ai più ampi margini di manovra derivanti dal venir meno della sospensione della facoltà di disporre incrementi dell’aliquota dell’addizionale all’Irpef nel 2007, si è contrapposta un’ulteriore contrazione dei trasferimenti erariali. L’esclusione dall’ICI delle unità immobiliari adibite ad abitazione principale e di quelle a esse assimilate disposta nel 2008 ha comportato una perdita di gettito che sinora è stata compensata solo in parte da trasferimenti erariali (vai al documento completo in pdf cliccando qui).



Finalmente la sentenza contro Brigandì

Vai al testo in pdf cliccando qui


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