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Confusione di ruoli tra maggioranza e opposizione? Uno studio ci svela il comportamento talvolta anomalo (per non dire connivente) dell'opposizione in Parlamento! Interessi personali si mescolano ad interessi di bottega. non dovremmo mandarli tutti a casa
 Le cronache parlamentari riportano, spesso con un certo clamore, gli episodi, non proprio rarissimi, in cui la
maggioranza governativa viene battuta in una votazione in Parlamento. E’ successo 100 volte dall’inizio della
legislatura, su provvedimenti più o meno importanti.
Di volta in volta i commentatori tendono ad interpretare questi fatti come sintomo di conflitti interni alla
maggioranza, o come precisi segnali politici rivolti al Governo da parte di settori determinati. Può darsi.
Mentre non si parla mai, tranne che in casi eccezionali, delle volte in cui la maggioranza, al contrario, “avrebbe
potuto essere battuta” e non lo è stata per le troppe defezioni tra gli oppositori. E questa parte della vicenda,
sebbene ignota, ha una portata di gran lunga maggiore.
La maggioranza parlamentare è tale perché ha i numeri per superare sempre l’opposizione, sia alla Camera che
al Senato. Questo vale in particolare per il Parlamento di questa XVI legislatura, in cui, almeno sino alla metà
del 2010, la maggioranza ha goduto di amplissimi margini, soprattutto alla Camera. |

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Andamento congiunturale dell'economia piemontese- Banca d'Italia ======= La nota è stata redatta dalla Sede di Torino della Banca d’Italia - Via Arsenale, 8 - 10121 Torino - tel. 011 55181
 Nella prima metà dell’anno la congiuntura economica del Piemonte ha continuato a essere molto negativa, con un forte calo della produzione
e del fatturato delle imprese industriali, cui si è associata una contrazione degli investimenti e delle ore lavorate. Dopo molti
anni di crescita, l’occupazione complessiva si è ridotta, per effetto soprattutto dell’ulteriore calo del numero di addetti nell’industria; al
ricorso alla Cassa integrazione ordinaria, cresciuto a ritmi straordinariamente intensi nel primo semestre, si è associato nei mesi estivi
un forte aumento di quella straordinaria. A partire dall’estate sono emersi segnali di recupero della domanda, soprattutto nella componente
dei beni intermedi; le previsioni delle imprese industriali per i prossimi mesi prefigurano una stabilizzazione del quadro congiunturale,
ma non indicano al momento una chiara inversione di tendenza. Anche l’andamento nelle costruzioni è risultato fortemente
negativo, sia nel comparto delle opere pubbliche sia in quello residenziale. Nel primo semestre il credito bancario alle imprese ha
ulteriormente decelerato, riflettendo la debolezza della domanda e condizioni di offerta improntate alla cautela; la crescita dei prestiti è
divenuta negativa nel comparto manifatturiero. Il ritmo di espansione dei finanziamenti alle imprese con almeno 20 addetti si è ridotto
in misura più intensa, allineandosi a quello delle aziende più piccole. Anche la dinamica del credito alle famiglie consumatrici si è
ulteriormente indebolita. Al negativo andamento dell’economia si è associato un graduale peggioramento della qualità del credito, più
rilevante nel settore delle imprese (per leggere il documento completo clicca qui==) |

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ENRICO MORANDO: per il FUTURO DEL PD:
 25 giugno 2009
indice
pag. 03 - La nuova alleanza del merito e dei bisogni
pag. 05 - Il PD, partito di centrosinistra a vocazione maggioritaria
pag. 07 - Partito aperto degli iscritti e degli elettori
pag. 10 - Un nuovo internazionalismo democratico
pag. 12 - Una scelta chiara tra linee alternative
pag. 13 - Il cambiamento che vogliamo
pag. 13 - Istituzioni più forti, politica più efficace
pag. 15 - La madre di tutte le battaglie riformiste:
ampliare e riunificare il mondo del lavoro
pag. 18 - Territorio più sicuro, con l'unificazione delle forze di polizia
pag. 21 - Un atto di egoismo lungimirante:
promuovere buona immigrazione
pag. 23 - L'economia verde
pag. 26 - Tre principi per cambiare la scuola:
autonomia, merito, responsabilità
L'imminente Convenzione nazionale è chiamata a scegliere leader e linea politica del PD, dopo la convulsa fase della sua costituzione (ottobre 2007), della sconfitta elettorale e del primo anno di opposizione al Governo di centro-destra.
In questo documento, ho provato a riassumere - dal mio punto di vista, ovviamente - i termini essenziali del confronto. Con i primi cinque punti (la nuova alleanza tra merito e bisogni; partito di centrosinistra a vocazione maggioritaria; partito aperto, degli iscritti e degli elettori; un nuovo internazionalismo democratico; una scelta chiara tra linee alternative) ho provato ad illustrare i cardini del posizionamento politico - funzione, natura e linea politica - che ritengo preferibile, per il PD.
La seconda parte del documento non ha la pretesa di essere un programma di governo. Sono solo degli esempi, per orientare la discussione congressuale e mostrare all'opera i principi illustrati nella prima parte. |

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Relazione annuale sullo stato dell'economia piemontese - Banca d'Italia
 Dal quarto trimestre dello scorso anno, con l’aggravarsi della crisi, l’economia
internazionale ha sperimentato la più profonda recessione degli ultimi decenni. L’economia
italiana, colpita in una fase di trasformazione strutturale, è stata l’unica tra i
maggiori paesi dell’area dell’euro a registrare una riduzione del PIL già nella media del
2008. L’attività economica ha continuato a contrarsi a ritmi molto elevati nella prima
parte del 2009.
In Piemonte la brusca caduta del commercio internazionale e degli ordinativi
negli ultimi mesi del 2008 ha avuto conseguenze molto significative, in relazione all’elevato
grado di apertura internazionale della regione e alla sua specializzazione in
beni di investimento e in autoveicoli, comparti che più duramente hanno risentito
della crisi. La domanda estera, che nei primi nove mesi dell’anno pur rallentando aveva
continuato a crescere anche in termini reali, trainata soprattutto dal comparto
autoveicolistico e dalla meccanica, ha subito una forte caduta nel quarto trimestre,
che ha interessato tutti i principali comparti di specializzazione della regione. Gli ordini
interni hanno risentito del netto ridimensionamento dell’attività di investimento
delle imprese e dell’indebolimento dei consumi. La produzione industriale, già in decelerazione
nel 2007, è tornata a contrarsi lo scorso anno, con una brusca intensificazione
del calo nell’ultimo trimestre; il grado di utilizzo della capacità produttiva è sceso
a livelli eccezionalmente bassi nello scorcio dell’anno. Alla riduzione dell’attività si
è associato un diffuso peggioramento dei termini di incasso dei crediti commerciali e
della liquidità delle imprese.
Si è ulteriormente deteriorata nel 2008 la congiuntura nel settore delle costruzioni,
anche per l’indebolimento del mercato immobiliare, nel quale l’accentuarsi del
calo del numero di transazioni si è accompagnato a un netto rallentamento dei prezzi.
Le condizioni nel mercato del lavoro sono peggiorate soprattutto nell’industria,
riflettendosi principalmente nella straordinaria intensificazione del ricorso alla Cassa
integrazione ordinaria a partire dall’autunno e nel mancato rinnovo dei contratti temporanei
in scadenza. Il tasso di disoccupazione è salito in misura significativa nel secondo
semestre. I consumi delle famiglie sarebbero tornati a ridursi nel 2008 in termini
reali. La contrazione dell’attività si è riflessa sul trasporto stradale di merci, in
forte calo nell’ultimo trimestre dell’anno.
Al peggioramento dell’economia reale si sono associati un indebolimento della
domanda di credito delle imprese, per la contrazione dell’attività corrente e di quella
d’investimento di gran parte di esse, e un aumento della cautela da parte delle banche
nell’erogazione dei prestiti, anche in relazione ai segnali di moderato deterioramento
della qualità del credito. Ne è derivato un rallentamento dei finanziamenti bancari alle
imprese in tutti i principali settori di attività economica, più marcato per le piccole aziende
e per le banche di maggiori dimensioni. Alla modesta contrazione delle linee
di credito complessivamente accordate si sono accompagnati un aumento generalizzato
del loro grado di utilizzo, più intenso per le classi di fido di medio e piccolo importo
e per le imprese manifatturiere, e una lieve crescita degli sconfinamenti, a indicazione
di vincoli di liquidità più stringenti. È proseguito il rallentamento dei prestiti
alle famiglie, in atto dalla seconda metà del 2007. I tassi sui nuovi prestiti a medio e a
lungo termine sono tornati a calare nell’ultimo trimestre dell’anno scorso, riflettendo
l’andamento dei tassi ufficiali di politica monetaria; quelli sul totale dei prestiti a breve
termine hanno iniziato a scendere nel primo trimestre del 2009.
In base alle stime disponibili al momento, nel 2008 il PIL del Piemonte sarebbe
calato a ritmi prossimi a quelli medi nazionali; era cresciuto dell’1,1 per cento nell’anno
precedente secondo i dati Istat. Nei primi tre mesi del 2009 la congiuntura è ulteriormente
peggiorata: la domanda ha continuato a calare, riflettendosi sull’attività
produttiva e sul grado di utilizzo degli impianti. Il credito bancario alle imprese e alle
famiglie ha ancora rallentato. Secondo le previsioni delle imprese del campione della
Banca d’Italia, nei prossimi sei mesi gli ordini continuerebbero a diminuire, sia pure a
ritmi inferiori rispetto ai mesi passati.
La redditività delle imprese industriali, che nel biennio 2006-07 aveva registrato
un recupero solo parziale rispetto al forte calo dei primi anni duemila, è nuovamente
peggiorata nel 2008: in base all’indagine della Banca d’Italia, i margini unitari di profitto
hanno subito un diffuso ridimensionamento; la quota di aziende che hanno
chiuso lo scorso esercizio in perdita è salita in misura significativa. Un approfondimento
condotto sui bilanci sino al 2007 delle imprese manifatturiere evidenzia altri
elementi di debolezza delle aziende di fronte alla grave crisi iniziata lo scorso anno. In
presenza di una capacità di autofinanziamento scesa su valori modesti nel confronto
con il passato, dal 2006 il grado di indebitamento è tornato a crescere, pur rimanendo
su livelli inferiori a quelli dell’inizio del decennio. L’urto della crisi potrebbe essere
particolarmente significativo per le imprese in condizioni strutturali di fragilità finanziaria,
la cui incidenza sul totale del sistema manifatturiero nell’ultimo triennio si colloca
su valori storicamente elevati, soprattutto per quelle di piccole dimensioni. Nel
periodo 2001-07 è peraltro aumentata l’eterogeneità tra le imprese sotto il profilo economico-
finanziario anche all’interno di ciascun settore, a indicazione della diversa
capacità di risposta delle singole aziende alle sfide poste dai cambiamenti del contesto
competitivo.
Nei primi anni duemila la dinamica economica del Piemonte è stata deludente
nel confronto con le regioni europee simili per struttura economica e produttiva, nelle
quali è probabile che si localizzino i potenziali competitor delle imprese piemontesi.
Un approfondimento della Banca d’Italia, basato sui dati Eurostat e incentrato sull’evoluzione
della specializzazione tecnologica e della capacità innovativa del Piemonte
rispetto a tale gruppo di regioni, evidenzia che tra il 1995 e la metà del decennio in
corso la tradizionale specializzazione relativa nei settori manifatturieri a media e alta
tecnologia si è relativamente indebolita, che l’intensità dell’attività di ricerca, pur rimanendo
superiore alla media di tali regioni, è aumentata in misura modesta e inferiore alle aree di confronto e che la dotazione di capitale umano rimane relativamente
bassa.
Tra il 1995 e il 2007 la ricchezza reale pro capite delle famiglie piemontesi è cresciuta
in misura inferiore alla media nazionale: tale andamento è stato determinato
dalla dinamica meno vivace del valore di mercato delle abitazioni, che rappresentano
la componente più importante di tale ricchezza. Nella graduatoria per prezzo al metro
quadro il Piemonte occupava nel 2008 l’undicesimo posto tra le regioni italiane,
con un valore inferiore del 15 per cento circa rispetto alla media del paese.
Nel corso degli anni novanta il processo di deregolamentazione e l’innovazione
tecnologica hanno innescato una profonda trasformazione del settore finanziario,
con effetti significativi anche nelle relazioni di finanziamento fra banca e impresa. Un
approfondimento condotto dalla Banca d'Italia sui dati di bilancio delle imprese e su
quelli della Centrale dei rischi evidenzia che, in linea con la media nazionale, in Piemonte
è diminuito notevolmente nel periodo 1997-2007 il peso dei debiti delle imprese
contratti con le banche di grandi dimensioni; per contro, è aumentata l’incidenza
di quelli verso le banche più piccole, soprattutto per le imprese di minori dimensioni,
accrescendo la simmetria dimensionale tra intermediario e cliente. Nel medesimo
periodo sono emersi segnali di razionalizzazione delle relazioni di clientela fra il
sistema bancario e quello produttivo, con un aumento dell’incidenza dei prestiti bancari
erogati da un unico intermediario, una riduzione del numero medio di banche affidanti
e, nei casi di affidamenti multipli, di quello delle relazioni in essere. Al ridimensionamento
del fenomeno degli affidamenti multipli si è accompagnato un maggiore
coinvolgimento della prima banca.
Nel triennio 2005-07 l’azione di bilancio dei Comuni del Piemonte ha continuato
a risentire dei vincoli imposti dalla politica di bilancio nazionale, anche attraverso il
Patto di stabilità interno. L’impatto maggiore di tali vincoli sull’evoluzione delle spese
e delle entrate comunali si è avuto sulla spesa in conto capitale, che è significativamente
calata, anche per il venir meno dell’impulso fornito dai Giochi Olimpici di Torino
2006. Dal lato delle entrate, ai più ampi margini di manovra derivanti dal venir
meno della sospensione della facoltà di disporre incrementi dell’aliquota dell’addizionale
all’Irpef nel 2007, si è contrapposta un’ulteriore contrazione dei trasferimenti
erariali. L’esclusione dall’ICI delle unità immobiliari adibite ad abitazione principale e
di quelle a esse assimilate disposta nel 2008 ha comportato una perdita di gettito che
sinora è stata compensata solo in parte da trasferimenti erariali (vai al documento completo in pdf cliccando qui). |

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